Il colore, così denso e mobile, crea lo spazio e le forme, nei quadri di Giancarlo Amabile, come l’onda crea la musica. C’è nelle sue visioni una tensione spontanea all’Armonia, la sovrana armonia dello ying e dello yang. Tensione che esprime un vitalismo vibrante come nei profumi, e c’è anche il suo superamento che approda ad una segreta nota esoterica. Il colore, insomma, come magma arcano da cui si generano le forme del mondo e i profumi dell’anima, che si fanno insieme musica. Io credo che nella sua pittura, davvero Amabile (nomen omen) sia il pittore della musica, com’è scritto nel suo profilo. E quel violino , così chagalliano, ne è icona affascinante. Così carico di umanità (c’è qualcosa anche del grande Chaplin), e così proteso al Divino. Essoterico ed esoterico intrecciati, perché è una pittura che parla ed evoca nello stesso momento.
